
Ingresso messianico a Gerusalemme
1 Quando
furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli
Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli 2 dicendo loro: “Andate nel
villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un’asina legata e con essa un
puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. 3 Se qualcuno poi vi dirà
qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito”. 4 Ora
questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta:
5 Dite alla
figlia di Sion:
Ecco, il tuo re viene a te
mite, seduto su un’asina,
con un puledro figlio di bestia da soma.
6 I
discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: 7 condussero
l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere.
8 La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla
strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. 9 La folla
che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava:
Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna nel più alto dei cieli!
10 Entrato
Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva:
“Chi è costui? ”. 11 E la folla rispondeva: “Questi è il profeta Gesù, da
Nazaret di Galilea”.
I venditori cacciati dal tempio
12 Gesù
entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a
vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe
13 e disse loro: “La Scrittura dice:
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera
ma voi ne fate una spelonca di ladri”.
14 Gli si
avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guarì. 15 Ma i
sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli
che acclamavano nel tempio: “Osanna al figlio di Davide”, si sdegnarono 16 e gli
dissero: “Non senti quello che dicono? ”. Gesù rispose loro: “Sì, non avete mai
letto:
Dalla bocca dei bambini e dei lattanti
ti sei procurata una lode? ”.
17 E,
lasciatili, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.
Il fico sterile e seccato. Fede e preghiera
18 La
mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame. 19 Vedendo
un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli
disse: “Non nasca mai più frutto da te”. E subito quel fico si seccò. 20 Vedendo
ciò i discepoli rimasero stupiti e dissero: “Come mai il fico si è seccato
immediatamente? ”. 21 Rispose Gesù: “In verità vi dico: Se avrete fede e non
dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se
direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà. 22 E tutto
quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete”.
Obiezione dei Giudei sull’autorità di Gesù
23 Entrato
nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli
anziani del popolo e gli dissero: “Con quale autorità fai questo? Chi ti ha
dato questa autorità? ”. 24 Gesù rispose: “Vi farò anch’io una domanda e se voi mi
rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. 25 Il
battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini? ”. Ed essi
riflettevano tra sé dicendo: “Se diciamo: “dal Cielo”, ci risponderà: “perché
dunque non gli avete creduto? ”; 26 se diciamo “dagli uomini”, abbiamo timore della folla,
perché tutti considerano Giovanni un profeta”. 27 Rispondendo
perciò a Gesù, dissero: “Non lo sappiamo”. Allora anch’egli disse loro:
“Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose”.
Parabola dei due figli
28 “Che ve
ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a
lavorare nella vigna. 29 Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. 30 Rivoltosi
al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi,
pentitosi, ci andò. 31 Chi dei due ha compiuto la volontà del padre? ”.
Dicono: “L’ultimo”. E Gesù disse loro: “In verità vi dico: I pubblicani e le
prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 32 È venuto
a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani
e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto
queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.
Parabola dei vignaioli omicidi
33 Ascoltate
un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una
siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli
e se ne andò. 34 Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da
quei vignaioli a ritirare il raccolto. 35
Ma quei vignaioli presero i servi e
uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. 36 Di nuovo
mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello
stesso modo. 37 Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo:
Avranno rispetto di mio figlio! 38 Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé:
Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. 39 E,
presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. 40 Quando
dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli? ”. 41 Gli
rispondono: “Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri
vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo”. 42 E Gesù
disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d’angolo;
dal Signore è stato fatto questo
ed è mirabile agli occhi nostri?
43 Perciò
io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà
fruttificare. 44 Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e
qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà”.
45 Udite
queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro 46 e
cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un
profeta.

Capitolo 22
Parabola del banchetto nuziale
1 Gesù
riprese a parlar loro in parabole e disse: 2 “Il regno dei cieli è
simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. 3 Egli
mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero
venire. 4 Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato
il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e
tutto è pronto; venite alle nozze. 5 Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio
campo, chi ai propri affari; 6 altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li
uccisero.
7 Allora il
re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle
fiamme la loro città. 8 Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è
pronto, ma gli invitati non ne erano degni; 9 andate ora ai crocicchi
delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. 10 Usciti
nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la
sala si riempì di commensali. 11 Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale
che non indossava l’abito nuziale, 12
gli disse: Amico, come hai potuto
entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. 13 Allora
il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre;
là sarà pianto e stridore di denti. 14
Perché molti sono chiamati, ma
pochi eletti”.
Il tributo a Cesare
15 Allora i
farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei
suoi discorsi. 16 Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli
erodiani, a dirgli: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di
Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia
ad alcuno. 17 Dicci dunque il tuo parere: È lecito o no pagare il
tributo a Cesare? ”. 18 Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose:
“Ipocriti, perché mi tentate? 19 Mostratemi la moneta del tributo”. Ed essi gli
presentarono un denaro. 20 Egli domandò loro: “Di chi è questa immagine e
l’iscrizione? ”. 21 Gli risposero: “Di Cesare”. Allora disse loro:
“Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. 22 A queste
parole rimasero sorpresi e, lasciatolo, se ne andarono.
La risurrezione dei morti
23 In
quello stesso giorno vennero a lui dei sadducei, i quali affermano che non c’è
risurrezione, e lo interrogarono: 24 “Maestro, Mosè ha detto: Se qualcuno muore senza
figli, il fratello ne sposerà la vedova e così susciterà una discendenza al suo
fratello. 25 Ora, c’erano tra noi sette fratelli; il primo appena
sposato morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. 26 Così
anche il secondo, e il terzo, fino al settimo. 27 Alla
fine, dopo tutti, morì anche la donna. 28
Alla risurrezione, di quale dei
sette essa sarà moglie? Poiché tutti l’hanno avuta”. 29 E Gesù
rispose loro: “Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture né la potenza
di Dio. 30 Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né
marito, ma si è come angeli nel cielo. 31
Quanto poi alla risurrezione dei
morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: 32 Io sono
il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei
morti, ma dei vivi”. 33 Udendo ciò, la folla era sbalordita per la sua
dottrina.
Il più grande comandamento
34 Allora i
farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme
35 e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò
per metterlo alla prova: 36 “Maestro, qual è il più grande comandamento della
legge? ”. 37 Gli rispose: “ Amerai il Signore Dio tuo con tutto il
cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38 Questo è
il più grande e il primo dei comandamenti. 39 E il secondo è simile al
primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 40 Da
questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.
Il Cristo, figlio e Signore di Davide
41 Trovandosi
i farisei riuniti insieme, Gesù chiese loro: 42 “Che ne
pensate del Messia? Di chi è figlio? ”. Gli risposero: “Di Davide”. 43 Ed egli
a loro: “Come mai allora Davide, sotto ispirazione, lo chiama Signore, dicendo:
44 Ha detto
il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra,
finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi
piedi?
45 Se
dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio? ”. 46 Nessuno
era in grado di rispondergli nulla; e nessuno, da quel giorno in poi, osò
interrogarlo.

Capitolo 23
Ipocrisia e vanità degli scribi e dei
farisei
1 Allora
Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: 2 “Sulla
cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3 Quanto vi
dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono
e non fanno. 4 Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle
spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. 5 Tutte le
loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro
filattèri e allungano le frange; 6 amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle
sinagoghe 7 e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare
“rabbì”dalla gente. 8 Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è
il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. 9 E non
chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello
del cielo. 10 E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il
vostro Maestro, il Cristo. 11 Il più grande tra voi sia vostro servo; 12 chi
invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.
Sette maledizioni agli scribi e ai farisei
13 Guai a
voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli
uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli
che vogliono entrarci 14 .
15 Guai a
voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un
solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
16 Guai a
voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura
per l’oro del tempio si è obbligati. 17
Stolti e ciechi: che cosa è più
grande, l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? 18 E dite
ancora: Se si giura per l’altare non vale, ma se si giura per l’offerta che vi
sta sopra, si resta obbligati. 19 Ciechi! Che cosa è più grande, l’offerta o l’altare
che rende sacra l’offerta? 20 Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e
per quanto vi sta sopra; 21 e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per
Colui che l’abita. 22 E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e
per Colui che vi è assiso.
23 Guai a
voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e
del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia,
la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere
quelle. 24 Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il
cammello!
25 Guai a
voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto
mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. 26 Fariseo
cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi
netto!
27 Guai a
voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi
all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di
ogni putridume. 28 Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti
agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.
29 Guai a
voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate
le tombe dei giusti, 30 e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri,
non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; 31 e così
testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. 32 Ebbene,
colmate la misura dei vostri padri!
Delitti e castighi imminenti
33 Serpenti,
razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna? 34 Perciò
ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e
crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li
perseguiterete di città in città; 35 perché ricada su di voi tutto il sangue innocente
versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria,
figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il santuario e l’altare. 36 In
verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.
Apostrofe a Gerusalemme
37 Gerusalemme,
Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante
volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini
sotto le ali, e voi non avete voluto! 38
Ecco: la vostra casa vi sarà
lasciata deserta! 39 Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non
direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! ”.

Capitolo 24
2. DISCORSO ESCATOLOGICO
Introduzione
1 Mentre
Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per
fargli osservare le costruzioni del tempio. 2 Gesù disse loro: “Vedete
tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non
venga diroccata”.
3 Sedutosi
poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte,
gli dissero: “Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della
tua venuta e della fine del mondo”.
L’inizio dei dolori
4 Gesù
rispose: “Guardate che nessuno vi inganni; 5 molti verranno nel mio
nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. 6 Sentirete
poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è
necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. 7 Si
solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e
terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori. 9 Allora vi
consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a
causa del mio nome. 10 Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno
e odieranno a vicenda. 11 Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; 12 per il
dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. 13 Ma chi
persevererà sino alla fine, sarà salvato. 14 Frattanto questo vangelo
del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a
tutte le genti; e allora verrà la fine.
La grande tribolazione di Gerusalemme
15 Quando
dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele,
stare nel luogo santo - chi legge comprenda - , 16 allora
quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla
terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si
trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 19 Guai
alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. 20 Pregate
perché la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato.
21 Poiché
vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo
fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun
vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora
se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. 24 Sorgeranno
infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così
da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io
ve l’ho predetto.
L’avvento del Figlio dell’uomo sarà
manifestato
26 Se
dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci
credete. 27 Come la folgore viene da oriente e brilla fino a
occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 28 Dovunque
sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.
Dimensione cosmica di questo avvento
29 Subito
dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce,
gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli
saranno sconvolte.
30 Allora
comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il
petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra
le nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31 Egli
manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti
dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli.
Parabola del fico
32 Dal fico
poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le
foglie, sapete che l’estate è vicina. 33
Così anche voi, quando vedrete
tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. 34 In
verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. 35 Il cielo
e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
36 Quanto a
quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e
neppure il Figlio, ma solo il Padre.
Vegliare per non essere sorpresi
37 Come fu
ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti,
come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano
moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, 39 e non si
accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche
alla venuta del Figlio dell’uomo. 40 Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e
l’altro lasciato. 41 Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e
l’altra lasciata.
42 Vegliate
dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43 Questo
considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il
ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò
anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo
verrà.
Parabola del maggiordomo
45 Qual è
dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici
con l’incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? 46 Beato
quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! 47 In
verità vi dico: gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni. 48 Ma se
questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, 49 e
cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli
ubriaconi, 50 arriverà il padrone quando il servo non se l’aspetta e
nell’ora che non sa, 51 lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli
ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.

Capitolo 25
Parabola delle dieci vergini
1 Il regno
dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono
incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte
presero le lampade, ma non presero con sé olio; 4 le sagge
invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. 5 Poiché lo
sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 6 A
mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 7 Allora
tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 E le
stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si
spengono. 9 Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per
noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 10 Ora,
mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che
erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11 Più
tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore,
signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 13 Vegliate
dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.
Parabola dei talenti
14 Avverrà
come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò
loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro
uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. 16 Colui
che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri
cinque. 17 Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò
altri due. 18 Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò
a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo
molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. 20 Colui
che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore,
mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 21 Bene,
servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti
darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 22 Presentatosi
poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due
talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. 23 Bene, servo buono e
fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su
molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 24 Venuto
infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un
uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 per
paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. 26 Il
padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho
seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 avresti dovuto affidare
il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con
l’interesse. 28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i
dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza;
ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30 E il
servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di
denti.
Il giudizio finale
31 Quando
il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà
sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed
egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà
le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora
il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio,
ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché
io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da
bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i
giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti
abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando
ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e
siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni
volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più
piccoli, l’avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da
me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché
ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete
dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi
avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch’essi
allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato
o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli
risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno
di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. 46 E se ne
andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.

Capitolo 26
Complotto contro Gesù
1 Terminati
tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli: 2 “Voi
sapete che fra due giorni è Pasqua e che il Figlio dell’uomo sarà consegnato
per essere crocifisso”.
3 Allora i
sommi sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo
sacerdote, che si chiamava Caifa, 4 e tennero consiglio per arrestare con un inganno Gesù
e farlo morire. 5 Ma dicevano: “Non durante la festa, perché non
avvengano tumulti fra il popolo”.
L’unzione a Betania
6 Mentre
Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, 7 gli si
avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto prezioso, e
glielo versò sul capo mentre stava a mensa. 8 I discepoli vedendo ciò si
sdegnarono e dissero: “Perché questo spreco? 9 Lo si
poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri! ”. 10 Ma Gesù,
accortosene, disse loro: “Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto
un’azione buona verso di me. 11 I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece,
non sempre mi avete. 12 Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in
vista della mia sepoltura. 13 In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo
vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo
di lei”.
Il tradimento di Giuda
14 Allora
uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti 15 e disse:
“Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni? ”. E quelli gli fissarono
trenta monete d’argento. 16 Da quel momento cercava l’occasione propizia per
consegnarlo.
Preparativi del pasto pasquale
17 Il primo
giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Dove
vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua? ”. 18 Ed egli
rispose: “Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire:
Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. 19 I
discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Annunzio del tradimento di Giuda
20 Venuta
la sera, si mise a mensa con i Dodici. 21
Mentre mangiavano disse: “In verità
io vi dico, uno di voi mi tradirà”. 22
Ed essi, addolorati profondamente,
incominciarono ciascuno a domandargli: “Sono forse io, Signore? ”. 23 Ed egli
rispose: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. 24 Il
Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il
Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai
nato! ”. 25 Giuda, il traditore, disse: “Rabbì, sono forse io? ”.
Gli rispose: “Tu l’hai detto”.
Istituzione dell’Eucaristia
26 Ora,
mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo
spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio
corpo”. 27 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede
loro, dicendo: “Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato
per molti, in remissione dei peccati. 29
Io vi dico che da ora non berrò più
di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel
regno del Padre mio”.
Predizione del rinnegamento di Pietro
30 E dopo
aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 31 Allora
Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte.
Sta scritto infatti:
Percuoterò il pastore
e saranno disperse le pecore del gregge,
32 ma dopo
la mia risurrezione, vi precederò in Galilea”. 33 E Pietro
gli disse: “Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò
mai”. 34 Gli disse Gesù: “In verità ti dico: questa notte
stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. 35 E Pietro
gli rispose: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. Lo stesso
dissero tutti gli altri discepoli.
Al Getsemani
36 Allora
Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli:
“Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. 37 E presi
con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e
angoscia. 38 Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte;
restate qui e vegliate con me”. 39 E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra
e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però
non come voglio io, ma come vuoi tu! ”. 40 Poi tornò dai discepoli e
li trovò che dormivano. E disse a Pietro: “Così non siete stati capaci di
vegliare un’ora sola con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo
spirito è pronto, ma la carne è debole”. 42 E di nuovo,
allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare da
me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”. 43 E
tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano
appesantiti. 44 E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la
terza volta, ripetendo le stesse parole. 45 Poi si avvicinò ai
discepoli e disse loro: “Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella
quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. 46 Alzatevi,
andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina”.
L’arresto di Gesù
47 Mentre
parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla
con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. 48 Il
traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: “Quello che bacerò, è lui;
arrestatelo! ”. 49 E subito si avvicinò a Gesù e disse: “Salve, Rabbì! ”.
E lo baciò. 50 E Gesù gli disse: “Amico, per questo sei qui! ”.
Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. 51 Ed ecco,
uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il
servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio.
52 Allora
Gesù gli disse: “Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono
mano alla spada periranno di spada. 53
Pensi forse che io non possa
pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? 54 Ma come
allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire? ”. 55 In
quello stesso momento Gesù disse alla folla: “Siete usciti come contro un
brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel
tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. 56 Ma tutto
questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti”. Allora tutti
i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.
Gesù davanti al sinedrio
57 Or
quelli che avevano arrestato Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote Caifa,
presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani. 58 Pietro
intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed
entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione.
59 I sommi
sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro
Gesù, per condannarlo a morte; 60 ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi
fatti avanti molti falsi testimoni. 61
Finalmente se ne presentarono due,
che affermarono: “Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e
ricostruirlo in tre giorni”. 62 Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: “Non rispondi
nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te? ”. 63 Ma Gesù
taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: “Ti scongiuro, per il Dio vivente,
perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”. 64 “Tu
l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico:
d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra di Dio,
e venire sulle nubi del cielo ”.
65 Allora
il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: “Ha bestemmiato! Perché abbiamo
ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; 66 che ve
ne pare? ”. E quelli risposero: “È reo di morte! ”. 67 Allora
gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, 68 dicendo:
“Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso? ”.
Rinnegamenti di Pietro
69 Pietro
intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e
disse: “Anche tu eri con Gesù, il Galileo! ”. 70 Ed egli
negò davanti a tutti: “Non capisco che cosa tu voglia dire”. 71 Mentre
usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: “Costui era
con Gesù, il Nazareno”. 72 Ma egli negò di nuovo giurando: “Non conosco
quell’uomo”. 73 Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero
a Pietro: “Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce! ”. 74 Allora
egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo! ”. E subito un
gallo cantò. 75 E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: “Prima
che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. E uscito all’aperto, pianse
amaramente.

Capitolo 27
Gesù condotto davanti a Pilato
1 Venuto il
mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio
contro Gesù, per farlo morire. 2 Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono
al governatore Pilato.
Morte di Giuda
3 Allora
Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò
le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani 4 dicendo:
“Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente”. Ma quelli dissero: “Che ci
riguarda? Veditela tu! ”. 5 Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si
allontanò e andò ad impiccarsi. 6 Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero:
“Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue”. 7 E tenuto
consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli
stranieri. 8 Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino
al giorno d’oggi. 9 Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta
Geremia: E presero trenta denari d’argento, il prezzo del venduto, che i figli
di Israele avevano mercanteggiato, 10
e li diedero per il campo del
vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.
Gesù davanti a Pilato
11 Gesù
intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l’interrogò dicendo:
“Sei tu il re dei Giudei? ”. Gesù rispose “Tu lo dici”. 12 E mentre
lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla. 13 Allora
Pilato gli disse: “Non senti quante cose attestano contro di te? ”. 14 Ma Gesù
non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia del governatore.
15 Il
governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un
prigioniero, a loro scelta. 16 Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto
Barabba. 17 Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro:
“Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo? ”. 18 Sapeva
bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
19 Mentre
egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: “Non avere a che fare con
quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua”. 20 Ma i
sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far
morire Gesù. 21 Allora il governatore domandò: “Chi dei due volete che
vi rilasci? ”. Quelli risposero: “Barabba! ”. 22 Disse
loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo? ”. Tutti gli
risposero: “Sia crocifisso! ”. 23 Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto? ”. Essi
allora urlarono: “Sia crocifisso! ”.
24 Pilato,
visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa
dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: “Non sono responsabile, disse,
di questo sangue; vedetevela voi! ”. 25
E tutto il popolo rispose: “Il suo
sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”. 26 Allora
rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai
soldati perché fosse crocifisso.
La corona di spine
27 Allora i
soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno
tutta la coorte. 28 Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto 29 e,
intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella
destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: “Salve, re
dei Giudei! ”. 30 E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e
lo percuotevano sul capo. 31 Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del
mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per
crocifiggerlo.
La crocifissione
32 Mentre
uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a
prender su la croce di lui. 33 Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo
del cranio, 34 gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli,
assaggiatolo, non ne volle bere. 35 Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue
vesti tirandole a sorte. 36 E sedutisi, gli facevano la guardia. 37 Al di
sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: “ Questi
è Gesù, il re dei Giudei”.
38 Insieme
con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Gesù in croce deriso e oltraggiato
39 E quelli
che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: 40 “Tu che
distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei
Figlio di Dio, scendi dalla croce! ”. 41
Anche i sommi sacerdoti con gli
scribi e gli anziani lo schernivano: 42
“Ha salvato gli altri, non può
salvare se stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. 43 Ha
confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono
Figlio di Dio! ”. 44 Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano
allo stesso modo.
La morte di Gesù
45 Da
mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. 46 Verso le
tre, Gesù gridò a gran voce: “ Elì, Elì, lemà sabactàni? ”, che significa: “
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? ”. 47 Udendo
questo, alcuni dei presenti dicevano: “Costui chiama Elia”. 48 E subito
uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una
canna e così gli dava da bere. 49 Gli altri dicevano: “Lascia, vediamo se viene Elia a
salvarlo! ”. 50 E Gesù, emesso un alto grido, spirò.
51 Ed ecco
il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le
rocce si spezzarono, 52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti
risuscitarono. 53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione,
entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54 Il
centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il
terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano:
“Davvero costui era Figlio di Dio! ”.
55 C’erano
anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito
Gesù dalla Galilea per servirlo. 56 Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e
di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.
La sepoltura
57 Venuta
la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato
anche lui discepolo di Gesù. 58 Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù.
Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato 59 Giuseppe,
preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo 60 e lo
depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata
poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. 61 Erano
lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria.
La custodia della tomba
62 Il
giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi
sacerdoti e i farisei, dicendo: 63 “Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore disse
mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. 64 Ordina dunque che sia
vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli,
lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così quest’ultima
impostura sarebbe peggiore della prima! ”. 65 Pilato disse loro: “Avete
la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete”. 66 Ed essi
andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la
guardia.

Capitolo 28
La tomba vuota. Messaggio dell’angelo
1 Passato
il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e
l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. 2 Ed ecco
che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si
accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3 Il suo
aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. 4 Per lo
spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. 5 Ma
l’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il
crocifisso. 6 Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a
vedere il luogo dove era deposto. 7 Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato
dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto”.
8 Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia
grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.
L’apparizione alle pie donne
9 Ed ecco
Gesù venne loro incontro dicendo: “Salute a voi”. Ed esse, avvicinatesi, gli
presero i piedi e lo adorarono. 10 Allora Gesù disse loro: “Non temete; andate ad
annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”.
Sopruso dei capi giudei
11 Mentre
esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città e annunziarono ai
sommi sacerdoti quanto era accaduto. 12
Questi si riunirono allora con gli
anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: 13 “Dichiarate:
i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo. 14 E se mai
la cosa verrà all’orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo
da ogni noia”. 15 Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni
ricevute. Così questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi.
Apparizione in Galilea e missione
universale
16 Gli
undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro
fissato. 17 Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni
però dubitavano. 18 E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato
ogni potere in cielo e in terra. 19 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni,
battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20 insegnando
loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i
giorni, fino alla fine del mondo”.

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