A colazione con il diavolo.

Il mio telefono ha squillato non più di mezz'ora fa. E ha squillato ieri, con insistenza. Dall'altra parte c'era una persona che ho avuto modo di conoscere più di dieci anni fa e che poi non ho più visto ne sentito per anni. Non ricordavo moltissimo di lui, se non che era un ragazzo intelligente, carino, con un certo carisma e con uno sguardo fisso e penetrante. Mi diede un buon consiglio, all'epoca, dicendomi di allontanarmi da una persona alla quale mi ero legata. Non che il consiglio avesse influito così tanto sulla mia decisione, che in realtà avevo già concretamente preso. La scelta si è rivelata giusta, a lungo termine. Dopo dodici anni scopro che la persona dalla quale mi sono allontanata è in galera, colpevole di un reato di pedofilia ai danni della figlioletta.


Detto ciò, in parte anche per il consiglio avuto (eppure quei due erano amici, questo lo ricordo bene!!!), mi fidavo di lui. La sua ex fidanzata, come l'individuo cui mi accompagnavo all'epoca, mi parlavano di lui in modo strano: "Gli ho visto far cose incredibili! Ha un potere enorme. E' un ANGELO".
Passano gli anni (all'epoca avevo tra i 17 e i 18), nei quali non ho più avuto a che fare con questa gente. Sono fidanzata, ho un lavoro precario e, per quanto in un certo modo contenta, mi porto dentro un vago senso di instabilità che non mi  abbandona. La mia religiosità si potrebbe definire una cristianità all'acqua di rose. Ho una discreta cultura, grande curiosità, fervida fantasia e resto affascinata dal mistero, dall'occulto, dalla magia. Colleziono anche streghette e gufi, da sempre faccio sogni complicati, popolati di creature incredibili e mostruose; al risveglio, li racconto a parenti e amici che commentano: che fervida fantasia! Ho trent'anni, non ho mai pensato seriamente ad una famiglia o a dei figli e ho, molti amici in gamba ma altrettanto instabili, un fidanzato colto, intelligente, con una gran fiducia in se stesso ma che non crede in nulla di preciso.

 
Poco prima di Pasqua viene a farmi visita il ragazzo che conobbi anni fa. Prendiamo un caffè insieme, e mi apre le porte di un mondo! Dice di essere un mago, di avere contatti con Dio come con Satana, e di avere una conoscenza che agli altri non è concessa. Mi lusinga, dicendomi di aver sempre visto in me qualcosa di più, un'intelligenza, una sensibilità che pochi hanno. Ma c'è qualcosa che pesa su di me: evidentemente qualcuno ha "smosso delle acque" che non avrebbe dovuto, pensando di farmi del bene, ha stretto patti che non avrebbe dovuto stringere, e questo mi creerà problemi: non riuscirò mai ad essere felice con un uomo, non otterrò mai la tranquillità che cerco, resterò sempre con questo senso di incertezza, di sospensione che mi porto dentro quotidianamente. Lui l'ha visto, e "qualcuno" lo ha guidato da me, lo ha portato da me per aiutarmi. Mi confida di essere un mago e mi fa la più allettante delle proposte: rivelarmi cosa e che ha "smosso le acque per me", liberarmi di quelle "ombre", darmi una "protezione", illuminare il mio sguardo, farmi vedere tutto ciò che le persone stolte, i "mediocri" non possono vedere.

Darmi la "conoscenza" e la possibilità di cambiare il mio destino come io voglio, liberandomi del pesante fardello che mi porterei dietro anche nella prossima vita. Devo solo portargli una mia foto e lui farà il resto: me lo presenta come un "dono" da parte di Dio, che deve provare per me una grande affetto. L'unica cosa che mi chiede in cambio è di presentargli una persona, una donna benestante e di mezza età, meglio se un po' stupida, alla quale "accompagnarsi": ha bisogno di lei perchè non vuole rimanere in basso, ha bisogno di una "barchetta" che lo porti oltre.


E' inutile dire che all'incontro successivo avevo con me nel portafogli la foto che lui mi aveva chiesto. Ha toccato i miei nervi scoperti: la mia vanità, il mio bisogno di sentirmi "speciale, "eletta", "privilegiata". Ha stimolato la mia enorme curiosità, il mio desiderio di conoscere, di vedere ciò che gli altri non vedono. Ma c'era qualcosa... qualcosa che non mi tornava: se lui si presentava come una specie di angelo custode, perchè mai un angelo, servo di Dio, avrebbe dovuto chiedere a me una persona? Persona... anima... un'ANIMA in cambio della CONOSCENZA. Sentivo che ci doveva essere qualcosa di sbagliato, più pensavo alle donne da presentargli, più mi sentivo in colpa per loro. E poi, da artista ed estimatrice di tutte le arti, cinema compreso, ho iniziato a tirare fuori ricordi di alcune tra le sceneggiature che mi hanno più affascinata: Parnassus, l'ulitmo Sharlock Holmes, L'avvocato del diavolo (dimenticavo, il tipo di cui parlo è laureato in giurisprudenza, e freme dalla voglia di andare in tribunale. Ma, guarda un po', nonostante le sue "capacità", da solo non ci riesce...). E poi, nella letteratura, Dorian Gray, proprio un titolo che lui stesso mi ha citato, dicendomi: queste cose accadono veramente!


Stavo per portargli la foto, lo avrei fatto. E invece mi sono ritrovata in chiesa, a cercare un sacerdote dopo più di dieci anni. Gli ho raccontato la mia storia, tra le lacrime. Credo che anche lui non abbia capito granchè: vedendomi tanto sconvolta ha pensato ad un impostore che stava cercando d approfittarsi di me. Mi ha dato solo un consiglio, lasciarlo perdere. Mi ha detto che che non esistono individui capaci di fare ciò che mi era stato raccontato. E mi ha suggerito di cercare, non tra le lacrime e la disperazione, ma nella gioia, Dio.


Ed ecco cosa credo: credo che il sacerdote, in buona fede, abbia sottovalutato la persona di cui ho parlato, credendolo un impostore. Non penso che si tratti di un impostore o di un imbroglione, in tal caso mi avrebbe chiesto dei soldi, mentre di fatto, chiedendomi una persona, mi ha chiesto un'ANIMA. E poi credo che, volendomi allontanare dalle persone che ho accanto, compreso il mio partner, non volesse allontanarmi da coloro che, non avendo fede, avrebbero potuto minare la mia crescita spirituale; penso, invece, di dovere raccontare questa storia proprio a lui, e alle persone che mi sono vicine, per aiutarle.


Nella mia "cristianità all'acqua di rose" una volta ho pregato di poter cambiare il mio uomo, credo sia successo dopo una delle sue tante, allegre bestemmie. Ma come avrei potuto farlo, non avendo realmente fede? Ora voglio raccontargli la mia storia, non so se potrà trarne qualcosa di buono; non so nemmeno se sarò mai una vera cristiana, ho troppe idee per la testa, e non sono tutte così buone, al contrario. Continuerò a peccare di vanità, questo lo so, a desiderare conoscenze superiori, avrò ancora moltissime tentazioni di questo genere. Inventerò storie legate all'occulto (l'ho sempre fatto, scrivo bene e mi riescono in particolare i racconti noir). Insomma, probabilmente non riuscirò a consacrare totalmente la mia vita a Dio, ma so di certo una cosa: qualcuno, tra lusinghe e promesse, ha tentato di allettarmi con qualcosa che di buono non aveva nulla. Gli ho detto di no, e non perchè io sia buona, santa o così religiosa e pia. Ho semplicemente sentito più puzza di zolfo che odore di fiori. E' successo tutto negli ultimi due giorni, devo ancora mettere in ordine le idee e questo è il primo sfogo dopo ore di tensione ed incertezza. nelle prossime ore il mio racconto apparterrà anche agli altri, alle persone che ho accanto. Per il momento vuole essere una semplice testimonianza che affido a voi e che desidererei venisse pubblicata. Non sono mai stata una satanista, non ho avuto visioni, apparizioni demoniache o possessioni, nulla di tanto forte. So soltanto ciò che mi è stato offerto. Per il resto, lascio a voi giudicare. A.

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