Prima domenica di Avvento anno A (1 dicembre 2013)

Antifona d'ingresso

A te, Signore, elevo l’anima mia,
Dio mio, in te confido: che io non sia confuso.
Non trionfino su di me i miei nemici.
Chiunque spera in te non resti deluso. (Sal 25,1-3) 

 
 
Dal libro del profeta Isaìa

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore.
 
Salmo 121
Andiamo con gioia incontro al Signore.
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.

Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.
Dal Vangelo secondo Matteo (24,37-44)
 

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entro nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo.  Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore verrà.  Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Meditazione del giorno
 
Il brano del vangelo ci esorta ad essere vigilanti, perchè la venuta del Signore sarà improvvisa, ci troverà, Gesù, pronti ad accoglierlo? Cosa significa essere vigilanti?
Certamente non dobbiamo stare con gli occhi alzati verso il cielo ad aspettare, senza fare nulla, ma dobbiamo operare nel mettere in pratica il messaggio del Vangelo. L’esempio che il vangelo ci porta è quello del ladro che va a scassinare una casa, io penso che ognuno di noi, sapendo che questo avverrà nella propria casa, cercherà di non allontanarsi, si farà trovare pronto per respingerlo, gli impedirà di entrare, chiamerà i carabinieri e la polizia per farsi proteggere sarà vigile per non farsi cogliere di sorpresa

La venuta di Gesù è come la venuta del ladro, improvvisa e imprevista. Non sappiamo nè il giorno nè l’ora e ci sorprenderà nel pieno delle nostre attività quotidiane, quindi dobbiamo essere vigilanti, essere pronti alla sua venuta, mettendo in pratica la Parola del Vangelo.
Nel testo troviamo scritto che quando verrà, il Signore, se due uomini fanno lo stesso lavoro nei campi, o due donne macinano la mola, uno di loro verrà preso e l’altro lasciato, ciò non vuole dire che Gesù preferisce uno all’altro ma il fatto che uno di loro sarà stato vigile e l’altro no.
Uno di loro avrà operato bene, l’altro no.
Vigilare e operare bene significa fare la volontà del Padre, significa seguire le parole del Vangelo, significa prendersi cura dell’altro, pregare assiduamente, avere fede in Dio e riconoscere la sua presenza nella nostra vita, in modo da poter affrontare tutte le difficoltà che si presentano con calma e serenità. Significa vivere la propria vita sulle orme di Gesù.
Questo modo di vivere l’attesa è un distintivo del cristiano, è questo che lo contraddistingue. Basta dunque vivere un Natale solo per “tradizione”, sentiamolo in noi, andiamo con gioia incontro al Signore che viene.

 

“Ecco io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”.


 La Parola di Dio si fa preghiera



(apocalisse 3,20)

E’ difficile tenere gli occhi aperti
quando la fatica appesantisce le membra
e vien voglia di abbandonarsi al sonno:
eppure tu ci dici: State attenti, vegliate!
E’ difficile aver un cuore desto
quando lo scoraggiamento ci ha preso il cuore:
eppure tu ci dici: State attenti, vegliate!
E’ difficile continuare a sperare
nel nuovo mondo che ci hai annunciato,
quando tutto va avanti peggio di prima
e sono sempre i furbi a dire l’ultima parola:
eppure tu ci dici: State attenti, vegliate!
E’ arduo tenere accese le lampade
senza conoscere l’ora del tuo ritorno,
senza sapere il momento in cui arriverai:
ma è proprio per questo che ci dici:
State attenti; vegliate!

 

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