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Spunti per pregare
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Disponiti a pregare con serenità,
senza tensioni, convinto che la preghiera prima che opera tua è dono del suo
Spirito.
Sappi che Lui ti sta già aspettando ed è Lui stesso che ha messo nel tuo cuore
il desiderio di pregarlo.
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La preghiera è l'incontro familiare con l'Amato.
Lo si guarda, gli si dice che lo si ama, ci si rallegra di essere ai suoi piedi,
gli si dice che vorremmo restarvi per sempre e morirvi.
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Ditemi parole di adorazione, d'amore, di offerta, di dono di tutto il vostro
essere, di ringraziamento, di rimpianto, di riparazione, di domanda... ma
figlioli miei ciò che voglio nella preghiera è l'amore, è l'amore...
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Ripieno di stupore e di riconoscenza, tieni lo sguardo, la mente, il cuore e la
fede fissi sull'Eucarestia e sentiti amato.
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Come consiglia san Giovanni della Croce, abbi la furbizia di trasformare anche
le tue distrazioni in preghiera. Quando tuo malgrado ti sorprendi distratto, non
avertela neanche troppo a male... sarebbe questo un segno ulteriore del tuo
orgoglio che vorrebbe la tua preghiera sempre perfetta.
Profitta invece della distrazione per dire al Signore: " Lo vedi come sono
piccolo e debole e quindi veramente bisognoso del tuo Amore". E con un
cuore ancora più umile e più determinato e fiducioso continua la tua
preghiera.
Sentiti amato così come sei, con la tua povertà e il tuo peccato.
È questa in fondo l'unica grazia di cui hai veramente bisogno: sentirti amato.
Troverai la forza di amare un po' più di te stesso, condizione necessaria per
amare in verità anche gli altri.
Amare il Signore e i fratelli diventerà per te esigenza gioiosa d'amore che
attuerai gratuitamente e con il Suo amore.
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Come te, senti amati da Lui tutti i tuoi fratelli, nessuno escluso. Disponi ad
amare gli altri con l'amore con il quale Lui ti ama e li ama.
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Rivedi la tua vita alla trasparenza di quell'ostia che ti grida tutto il suo
amore. Invece di innervosirti sulle tue distrazioni, parla al Padre a partire da
ciò che ti preoccupa, come Gesù nel Getsemani che si intratteneva col Padre
parlando di noi e di ciò che lo preoccupava.
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Io devo rendermi accogliente e permettere che la Trinità mi faccia preghiera
della Sua preghiera. Devo solo rendermi disponibile allo Spirito perché si
esprima liberamente in me, secondo la Sua fantasia divina, che si può
manifestare ogni giorno in modo diverso... come vuole Lui e come voglio io.
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L'umiltà è il termometro della preghiera.
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Per innamorare Dio non posa lo sguardo sulla grandezza dell'anima, ma sulla
grandezza della sua umiltà.
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Stiamo più vicini a Colui che è Grande quando siamo grandi in umiltà.
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Questa sera occorre buttarsi dentro... si impara a nuotare nuotando... si impara
a suonare suonando, così nella preghiera si impara pregando, pregare è come
aprire un sentiero nel bosco.
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Non sono stato io che ho voluto la preghiera; è Lui che l'ha voluta.
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Non sono stato io che l'ho cercato, è stato Lui che mi ha cercato prima.
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Vano sarebbe stato il mio cercare Lui se prima di tutti i tempi non fosse stato
Lui a cercare me. La speranza su cui poggia la mia preghiera sta nel fatto che
è Lui che vuole la mia preghiera. E se vado all'appuntamento è perché Lui c'è
già ad attendermi.
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Pregate molto, quando si ama si vorrebbe parlare senza sosta con l'essere che ci
ama o almeno guardarlo continuamente. La preghiera non è altra cosa che
l'incontro familiare con l'Amato. Lo si guarda, gli si dice che lo si ama, ci si
rallegra di essere ai suoi piedi, gli si dice che vorremmo restarvi per sempre e
morirvi.
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La migliore preghiera è quella in cui c'è più d'amore.
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L'uomo è il luogo dove la preghiera del creato prende coscienza di se stessa.
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Pregare è pensare a Me amandomi.
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GuardarLo, portare su di Lui gli occhi dell'anima.
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Rimani davanti a Lui in silenzio, tutto preso da una amorosa avvertenza.
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Sentirsi bimbi nelle braccia del Padre, tacere, amare, godere.
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Bisogna passare attraverso il deserto e dimorarvi per ricevere la grazia di Dio.
E' necessario all'anima questo silenzio, questo raccoglimento, questo oblio di
tutto il creato nel quale Dio stabilisce in lei il suo Regno e forma in essa lo
spirito interiore, la vita intima di Dio, la conversione dell'anima a Dio nella
fede, nella speranza e nella carità.
Essere come un cero che brilla e vive di una luce che gli è donata...

Un cero che propaga questa luce e questo calore consumandosi, perdendosi e
spendendosi fino a morire.
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"Cero che brilli sopra il mio altare
quando scende la notte e tutto è buio,
sembri un cuore di luce a palpitare...
La fiamma ti ha scavato giù nel mezzo
e più non la si vede tremolare...
ma dal di dentro in ogni direzione,
t'attraversa trasformandoti in globo luminoso.
Io ti guardo in silenzio, trasparente alla fiamma che brucia...
e mi chiedo se per fare di te un essere di luce
è più importante la cera che tu hai o quella che bruciando è
consumata...
Questa più non esiste come cera ma lentamente è diventata una
Preghiera.
Ed ora nel suo posto c'è la fiamma, che ti è arrivata giù fino in fondo al
cuore.
Essa arde, palpita e ti brucia ma mentre in preghiera ti consuma
rende te cero un essere di luce.
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L'amore di Dio si manifesta nel farsi debole verso di noi è proprio perché
questo Amore e questa Debolezza costituiscono la sua natura stessa e la natura
di ognuna delle tre Persone.
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E' importante non solo l'amare e il donarsi, ma anche il lasciarsi amare e il
ricevere.
Il lasciarsi amare e ricevere si attua facendosi deboli, piccoli, accoglienti.
La preghiera è come la goccia d'acqua che deve lasciarsi assorbire dal sole per
essere poi restituita a fecondare la terra.
E' facendoti debole, accogliendo la tua debolezza che ti metti nella condizione
di essere accettato ed amato.
Niente come la debolezza dell'amore fa paura ai potenti.
Non disprezzare e non vergognarti della tua debolezza. Ammettila, accettala,
assumila come amore sapendo che Dio stesso l'ha fatta Sua. E' a partire dal tuo
punto debole che Dio ti può salvare.
Sii piccolo, debole, per amare veramente, autenticamente e lasciarti amare.
Piccolo per diventare fratello.
Piccolo e debole fra i piccoli e i deboli per "gridare il Vangelo con la
vita".
Soltanto se si ha il coraggio di "farsi piccoli" si può acquistare
agilità nel passo, disinvoltura nei movimenti, rapidità di intervento.
È la povertà che consente di arrivare lontano senza troppe preoccupazioni per
i bagagli.
Quando non si conta niente, si diventa autorevoli.
Quando non si è importanti si conquista la credibilità.
Quando si viene considerati trascurabili, si è pietra d'inciampo.
Quando si è ingenui, non ci si lascia ingannare.
Quando non si viene presi in considerazione, ci si rende inquietanti.
Si tratta dunque di crescere in perdita.
Maturare in piccolezza.
Contare in inutilità.
Assicurare la perdita di appoggi.
Garantirsi l'assenza di protezione.
Lottare per non avere diritti e privilegi.
... E celebrare gioiosamente qualche sconfitta.
Pregare Gesù amandolo con tutto il cuore.
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Messaggio di tenerezza Ho
sognato che camminavo
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Non andare via, Signore Quando
trovi chiusa
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Ho bisogno di stare con te Signore,
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Signore, aspettami! Signore,
aspettami!
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Preghiera della Sera In
quest’ora, o Signore, |
Che tutto in me, sia Amore... Che la
fede, B. Elena Guerra
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Ti prego
Signore...
Di questo ti prego, Signore:
colpisci alla radice
la miseria che è
nel mio cuore.
Dammi la forza
di rendere il mio amore
utile e fecondo.
Dammi la forza
di elevare il pensiero
sopra la meschinità
della vita di ogni giorno.
Dammi la forza
di arrendere la mia forza
alla Tua Volontà.
Tagore
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Preghiera per non invecchiare
Signore, fa che io sia del mio
tempo
e non della mia età,
che non mi affezioni alle idee
come un avaro al gruzzolo
ma ne controlli, spesso, la validità.
Aiutami a non prendermi troppo sul serio.
A sorridere dei miei successi
come dei fiaschi.
Fammi guardare con simpatia
a ciò che fanno gli altri,
specialmente se tentano qualcosa
che non ho mai pensato,
oppure si avventurano in territori
dove non mi sono mai arrischiato.
Che sappia comprendere più che giudicare,
apprezzare più che condannare,
incoraggiare più che diffidare.
Fa che resista alla tentazione di raccontarmi.
Fammi capire che è importante
ciò che faccio oggi,
non ciò che ho fatto anni fa
e che gli altri hanno il diritto
di avere da me ciò che sono,
non ciò che sono stato.
Signore, impediscimi
di fare l'abitudine a me stesso,
al solito che conosco bene
e che ormai tendo ad accettare
o sopportare come si accetta o sopporta
un vecchio conoscente.
Aiutami a sorprendermi,
ad obbligarmi ogni giorno
a riconoscermi nuovo, diverso, inedito,
a studiarmi sconosciuto, accettarmi altro,
esplorarmi oltre i confini abituali,
accogliermi inaspettato,
frequentarmi insolito. Amen.
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La vostra vita
La vostra vita quotidiana è il vostro tempio.
Ogni volta che vi entrate, portate tutto di voi.
Portate l'aratro e la fucina, il mantello e il liuto,
le cose modellate per necessità o per diletto.
Nella vostra immaginazione
non potrete elevarvi al di sopra
delle vostre mete più alte,
né abbassarvi al di sotto
delle vostre sconfitte.
Non potrete volare più in alto
delle speranze di tutti gli uomini
né umiliarvi al di sotto
della loro disperazione.
E se volete conoscere Dio,
guardatevi intorno
e Lo vedrete giocare con i vostri bambini.
Guardate nell' immenso spazio:
Lo vedrete
camminare nella nuvola,
tendere le braccia nel bagliore del lampo
e scendere nella pioggia.
Lo vedrete sorridere nei fiori,
poi elevarsi e agitare le mani
nelle chiome degli alberi.
Gibran Kahlil Gibran
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