
Dio nella sua infinita bontà, ha sempre parlato all’uomo, gli ha indicato la
strada da seguire per vivere in pace ed armonia, già dall’inizio della vita
Egli ha stabilito un patto d’amore… Ricordate Adamo ed Eva? Dio, dopo avergli
dato la vita, gli propone la sua amicizia, e loro cosa fanno? Infrangono il
loro rapporto con Dio illudendosi di poter fare a meno di Lui. Essi, non
rispettano il patto proposto dal loro Creatore e disubbidiscono al suo
comando, le conseguenze di questo atto sono tremende, sopraggiunge lo
smarrimento, la sofferenza e l’angoscia della morte.
Ma Dio, è un Dio fedele che torna a parlare all’uomo e gli propone di
rinnovare l’alleanza con Lui.
Le tappe principali di questo rapporto sono: l’allenaza con Noè, quella con
Abramo, quella con Mosè e quella definitiva realizzata da Gesù.
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(Il patto di Dio con Noè 1567, Rijksmuseum, Amsterdam, Olanda).
L’allenaza con Noè; Dio disse a Noè e ai suoi figli:
“Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi… Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra”
(Genesi 9,8-13).
L’arcobaleno, visto da Noè alla fine del diluvio, unisce cielo e terra in unico abbraccio. Dio è sempre pronto a perdonare l’uomo che si allontana da Lui e a ristabilire un rapporto d’amore e di amicizia. Questo arco che viene avvistato è anticipato da altri due segni di speranza che sono la colomba che ritorna da Noè e il ramo d’ulivo, che questa porta in becco. Tali segni testimoniano la ripresa della vegetazione nelle vallate, in seguito al ritiro delle acque, dopo giorni e giorni di diluvio. La colomba e l’ulivo sono ancora oggi considerati simboli di pace.
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(Il sacrificio di Abramo)
L’alleanza con Abramo; Il Signore disse ad Abram:
“Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione… e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”
(Genesi 12,1-3).
Abramo si fida di Dio, parte con la sua gente e le sue greggi per cercare
di raggiungere Canaan, e la sua fiducia non viene delusa perchè il Signore gli
dona una discendenza numerosa “come le stelle del cielo e come la sabbia del
mare”.
Da Abramo nasce Isacco, e da Isacco Esaù e Giacobbe. A Giacobbe nacquero
dodici figli e ciascuno di loro divenne patriarca , capostipite di una tribù
del popolo ebraico. Giuseppe, il penultimo dei figli di Giacobbe, venne
venduto dai fratelli come schiavo agli egiziani, ma la protezione di Dio era
sopra di lui e divenne ben presto primo ministro del faraone. Fu proprio
grazie a lui che la sua famiglia potè scampare ad una carestia che colpì la
terra di Canaan, infatti li perdonò e li fece trasferire in Egitto. Qui essi
divennero numerosi ed erano in buoni rapporti con gli egiziani.
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