San Francesco


Biografia

Francesco e il lebbroso

Madonna Povertà

Gli uccelli

I poveri


Preghiera semplice

Il cantico di frate sole

Testamento


La Regola

La perfetta letizia

Il perdono di Assisi


"Era incantevole, stupendo e glorioso nella sua innocenza, nella semplicità della sua parola, nella purezza del cuore, nell'amore di Dio. (Tommaso da Celano)

 

"Era uomo buono facondissimo, di aspetto gioviale, di sguardo buono, mai indolente e mai altezzoso. Di statura piuttosto piccola,testa regolare e rotonda, volto un pò ovale e proteso, fronte piana e piccola, occhi neri, di misura normale e tutto semplicità, capelli pure oscuri, sopracciglia diritte, naso giusto, sottile e diritto, orecchie diritte ma piccole, tempie piane, lingua mite, bruciante e penetrante, voce robusta, dolce, chiara e sonora, denti uniti, uguali e bianchi, labbra piccole e sottili, barba nera e rada, spalle diritte, mani scarne, dita lunghe, unghie sporgenti, gambe snelle, piedi piccoli, pelle delicata, magro, veste ruvida, sonno brevissimo, mano generosissima..."

"Era incantevole, stupendo e glorioso nella sua innocenza, nella semplicità della sua parola, nella purezza del cuore, nell'amore di Dio, nella carità fraterna, nella prontezza dell'obbedienza, nella cortesia, nell'aspetto angelico. Di carattere mite, d'indole calmo, affabile nel parlare, cauto nell'ammonire, fedelissimo nell'adempimento dei compiti affidatigli, accorto nel consigliare, efficace nell'operare, amabile in tutto. Di mente serena, dolce di animo, di spirito sobrio, assorto nella contemplazione, costante nell'orazione, e in tutto pieno di entusiasmo. Tenace nei propositi, saldo nella virtù, perseverante nella grazia, sempre uguale a se stesso. Veloce nel perdonare, lento all'ira, fervido d'ingegno, di buona memoria, fine nelle discussioni, prudente nelle decisioni e di grande semplicità. Severo con sé, indulgente con gli altri"

(Tommaso da Celano)

La vita di San Francesco deve essere per noi un esempio. Ricco, bello, intelligente, non gli mancava proprio niente. Ma ne siamo sicuri? Viveva avvolto nella bambagia, figlio unico di un ricco mercante di stoffe…La città di Assisi era ai suoi piedi, ma ecco che un giorno tutto questo benessere diventa un peso da portare, Dio lo chiama, gli fa capire che i suoi beni e tutte le sue ricchezze saranno fonte di perdizione.

Francesco non esita, e come quasi tutti sappiamo, rinuncia a tutto.
La storia lo vede mentre dona le sue ricchezze ai poveri, le stoffe che il padre conserva nel magazzino e i denari. Tutto…rinuncia a tutto pur di seguire il Signore.
Il messaggio che ci lascia è forte: le ricchezze non servono a nulla, il potere, la gloria, la fama, sono il nulla, per salvare la nostra anima dobbiamo essere generosi, dobbiamo dimenticarci di noi stessi per guardare l’altro nostro fratello che ha bisogno d’aiuto. Solo così riscopriremo il piacere di sentirci felici.
I beni materiali sono destinati a scomparire, moriranno con noi, e non porteremo nella tomba nulla, e allora perchè vivere attaccandoci morbosamente alle “cose” e non pensiamo piuttosto di utilizzarle per il bene di tutti?
Non è certo necessario fare come Francesco, ognuno di noi ha la sua vita e la sua chiamata, è importante però che nel nostro piccolo e con le nostre forze noi ci adoperiamo per gli altri.

 

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Per i contenuti di queste pagine ho consultato: "io, Francesco.(Carlo Carretto), e "Francesco e gli amici" (Nazareno Fabbretti)
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